L’uomo di 89 anni arrestato per aver ferito cinque persone in due attacchi armati ad Atene stava pianificando la fuga in Italia. Le autorità greche hanno infatti trovato tra i suoi effetti personali un biglietto del traghetto per Ancona, con partenza prevista da Patrasso nel pomeriggio successivo agli attacchi. Il sospettato è ora accusato di una lunga serie di reati, tra cui tentato omicidio seriale, detenzione illegale di armi e interruzione di pubblico servizio.

La doppia aggressione, avvenuta martedì mattina tra una sede dell’Efka (l’ente previdenziale greco) e il Tribunale di primo grado di Atene, riaccende il dibattito sulla sicurezza degli edifici pubblici e sul crescente malcontento legato al sistema di welfare.

Secondo gli investigatori, l’uomo aveva organizzato nei dettagli la fuga: dopo aver aperto il fuoco, si è spostato fino a Patrasso, dove è stato arrestato in un hotel a circa 200 chilometri dalla capitale. Con sé aveva una seconda arma, una pistola calibro 38.

In una valigia, consegnata alla polizia da un tassista che lo aveva trasportato, sono state trovate diverse buste contenenti denaro contante. Elementi che, insieme al biglietto per l’Italia, rafforzano l’ipotesi di una pianificazione anticipata. Secondo fonti locali, l’uomo avrebbe acquistato le armi anni fa e modificato personalmente il fucile utilizzato negli attacchi.

Il movente: protesta per la pensione

Davanti agli inquirenti, l’89enne avrebbe sostenuto di non voler uccidere e di aver sparato a terra per creare “scalpore”. Il suo legale ha parlato di un gesto di “protesta e disperazione”, legato al rigetto della richiesta di un aumento della pensione.

La dinamica ricostruita dalle autorità indica che l’uomo ha inizialmente aperto il fuoco presso una sede Efka, ferendo un dipendente alla gamba, per poi raggiungere in taxi il tribunale, dove ha esploso altri colpi ferendo lievemente quattro impiegate. Dopo aver abbandonato il fucile e alcune lettere destinate ai media, è fuggito a piedi.

Il ministro della Protezione del cittadino Michalis Chrysochoidis ha riconosciuto l’esistenza di falle nella sicurezza di alcune strutture giudiziarie, pur ribadendo che la Grecia resta un Paese sicuro. Intanto i lavoratori dell’Efka hanno proclamato uno sciopero per denunciare la mancanza di adeguate misure di protezione.

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